Buon A. S. 2025 – 2026

Carissimi tutti,
ci siamo. Stanno per iniziare le attività didattiche dell’a.s. 25/26. Una nuova avventura. E come tutte le avventure non mancheranno, accanto a situazioni che ci faranno stare bene, momenti di difficoltà. La forza della nostra scuola è quella di essere una grande famiglia e di avere sempre la capacità di
trasformare le situazioni negative in opportunità.
Il centro della nostra azione: lo studente.
Lo racconta bene un video, realizzato da una classe della nostra scuola, che ha vinto un premio nazionale. Più sotto trovate il link ed il testo che “racconta” il video.
Se per noi ogni studente è, seppur imperfetto, unico, ne deriva che la nostra priorità è proprio mettere in condizione ciascun ragazzo e ragazza di dare il meglio di se stesso.
Non esiste altra visione nel lavoro a scuola. Come abbiamo scritto e più volte citato nel nostro “Manifesto”: la scuola come ambiente di apprendimento e non come luogo di lavoro di docenti e non docenti.
E poi….. anche noi siamo delle scatole: ci mettiamo dentro le cose giuste?
E’ l’augurio che faccio a tutti!

…. Seconda stella a destra, questo è il cammino. E poi dritti fino al mattino. Non ti puoi sbagliare perché porta all’isola che non c’è….

Buon anno scolastico.
Luciano Tagliaferri


Just a box

Clicca sull’immagine per il video

Voice over:
Ok, tipo… immagina una scatola.
Sì, una scatola. Niente di wow, eh, roba semplice. Ma è così che
funziona: ognuno di noi è una scatola.
Una specie di involucro che si porta in giro.
Ma aspetta… mica finisce qui.
La tua scatola, spoiler, è la prima cosa che vedono tutti.
E qui parte il delirio: ‘Deve essere perfetta, figa, instagrammabile.
Come se tutto il tuo valore fosse nel cartone fuori.
Il colore, la forma… c’è chi vuole tutto squadrato, lucido, chi minimal.
La società è tipo il cliente che non sa mai cosa vuole, ma giudica
comunque.
E tu lì, a chiederti: ‘Aspetta… ma che cavolo ci metto dentro?’
Ecco il dilemma della scatola: trovare il bilancio perfetto.
Perché se la tua scatola è troppo piena, tipo i tuoi ordini infiniti di
Shein, finisce che pesa troppo e la gente si stanca di portarla:
‘Ammazza, che pesantezza questa’.
Ma occhio, perché se è troppo vuota, rischi che qualcuno decida di
riempirla al posto tuo con qualcosa che non ti appartiene e sei
costretto a portartelo dentro per chissà quanto.
E tu magari neanche te ne accorgi.
Ma poi… non è tutto bianco o nero
Devi aprirla.
Aprirti all’esterno per esplorare, vedere cosa c’è là fuori.
Perché una scatola chiusa si protegge, è vero, ma rischia di restare
ferma, isolata, esclusa.
Però, se ti spalanchi troppo, rischi che chiunque si senta in diritto di
entrare e rovistare: ‘Ehi, aspetta, che stai facendo con le mie cose?!’.
Eppure, l’apertura ha il suo lato positivo:
lascia entrare chi conta davvero, chi sa apprezzare quello che hai
dentro senza approfittarsene.
Ma alla fine, che ti importa?
Forse la scatola giusta è proprio quella che hai già.
Sì, anche con gli angoli storti, le macchie d’inchiostro e quel pezzo di
scotch messo male.
Perché non è la scatola che conta davvero, ma cosa ci metti dentro.
E la tua scatola, imperfetta com’è, è unica. Proprio come te.
Quindi, chiudi ‘sto video e vai a vivere.

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